Finezza, freschezza, personalità e forte legame con il territorio: questi i plus di ERT1050, il nuovo Trentodoc Metodo Classico, un progetto voluto da Oniwines che, tra i pendii di Brentonico, nel cuore del Parco del Monte Baldo, dà forma a bollicine di montagna eleganti, persistenti e autentiche
Il nome è fortemente identificativo, ERT1050: significa, nella sua prima parte, costa di monte, in dialetto trentino. Il numero invece si riferisce alla quota del vigneto più alto di questo nuovo Trentodoc Metodo Classico Doc, il progetto più recente di Oniwines, che vuole dare forma, quasi una sfida, a una viticoltura estrema e raffinata. Siamo tra i pendii incontaminati di Brentonico sul versante, fra l’Adige e il Garda, nel cuore del Parco del Monte Baldo noto nel mondo come Giardino d’Italia per la sua ricchezza di piante e fiori rari. È qui che nasce uno spumante millesimato, da uve Chardonnay in purezza, affinato 24 mesi sui lieviti, caratterizzato alla prova degustativa da personalità, freschezza e vivacità, verticalità e precisione, con un profilo importante, acidità marcata, note di fiori bianchi e mela golden di montagna, accompagnati da salinità e croccantezza; un vino dal colore paglierino con riflessi di un tenue verde per un perlage fine e persistente.

La 2022 nasce in diversi terreni per esposizione e clima e dalla spiccata mineralità compresi tra un’altitudine di 600 metri fino ad arrivare, appunto, ai 1.050 sul livello del mare; gli ettari, per ora, sono più o meno 12 in tutto. “ERT1050 non è solo una cantina, ma un progetto che unisce natura, sfida e conoscenza” queste le parole di Federico Veronesi, CEO e proprietario di Oniwines. “Continuiamo il nostro percorso in un’altra regione iconica per il vino, dove ogni bottiglia racconta la storia della montagna, la passione e l’identità di un territorio unico. Qui il paesaggio è il primo ingrediente e l’altitudine uno stile, che generano bollicine di montagna eleganti e autentiche, pensate per lasciare un segno in ogni sorso”. Un progetto, ora giovane realtà, nuovo, così come lo è la cantina che, insieme al territorio, forma un unico insieme, di coerenza e rispetto estetico. I volumi si integrano nell’altopiano, la copertura a verde mimetizza la struttura nel paesaggio, il cemento ruvido e puntinato richiama le strade bianche dei sentieri, le superfici brunite ricordano la corteccia e i pavimenti ispirati alla roccia rendono omaggio alla montagna che la ospita. Il piano inferiore è dedicato alla vinificazione e all’affinamento: un ambiente dove la luce naturale è ridotta al minimo per rispettare i ritmi lenti del vino. Al piano superiore, la sala dedicata alla degustazione e all’esposizione, con grandi vetrate e vista spettacolare sull’altopiano di Brentonico, concepita come un cannocchiale che collega il visitatore direttamente alle vigne e al paesaggio circostante. Dal legno ai toni interni, dal verde intenso all’arancio autunnale, ogni dettaglio richiama i cambiamenti stagionali del bosco e della montagna.
Focus
Oniwines, carta d’identità

Oniwines è un progetto enologico nato nel 2024 all’interno di Oniverse, gruppo di proprietà della famiglia Veronesi. Guidata dal CEO e proprietario Federico Veronesi, Oniwines si propone come una realtà d’eccellenza, con un portfolio di cantine che vogliono esprimere la qualità, la tradizione e l’identità dei territori italiani attraverso vitigni autoctoni e una visione contemporanea: Tenimenti Leone nel Lazio, per vini autoctoni come Malvasia Puntinata, Cesanese e Verdicchio in anfora; la veneta La Giuva, specializzata nella produzione di Amarone, Valpolicella e Recioto; Podere Guardia Grande, dedicata ai vitigni sardi come Vermentino, Cannonau e Cagnulari; Villa Bucci, nelle Marche, con il Verdicchio dei Castelli di Jesi; la monferrina Pico Maccario, per denominazioni quali Barolo, Barbaresco, Nizza, Barbera, Gavi e Moscato.
Cover: Federico Veronesi
