Cocktail bar, hotel di lusso, rooftop e indirizzi cult: cinque locali dove scoprire il lato più brillante della nightlife milanese.
Dici Milano e dici: olimpiadi, moda, design, skyline e, ovviamente, aperitivo. In uno storytelling urbano dove sono entrati, recentemente, i cinque cerchi di Olimpia e i profili dei grattacieli di vetro di CityLife e Porta Nuova, tengono i capisaldi del fashion e dello style e resta, squisitamente immarcescibile, il rito dell’aperitivo. Cocktail, barman, nuovi locali, hotel chic, giovani che amano divertirsi e cultori degli spirits miscelati ne compongono il profilo narrativo. Che passa attraverso alcuni luoghi di tendenza e che sanno fare tendenza. In una città frullatore dove velocemente si creano miti e altrettanto repentinamente li si butta giù dalla torre, alcuni sanno surfare sulla cresta della onda. Per restare nell’hype ed essere tappe fisse della nightlife milanese e dell’eccellenza internazionale della mixology. Eccola la nostra personale selezione.
The Carlton Bar
Via Senato 5 (zona Centro)



Nel suo viaggio dietro ai migliori banconi d’Italia e del mondo Luca Ardito è approdato al The Carlton di Milano, il nuovo cinque stelle della catena di sir Rocco Forte, aperto da novembre scorso nell’edificio che ospitava l’Hotel Baglioni, con ingresso da via Senato e affaccio su via della Spiga. Il barman lombardo ne ha fatta di strada, e dopo aver portato ai vertici la mixology di Casa Brera, altro progetto dell’effervescente mondo dell’hotellerie milanese, ora riparte dal lussuoso locale illuminato da un set di lampade di design, con un giardino estivo e uno d’inverno voluto dagli architetti per dare luce e vivacità a questo luogo da sogno. Le anime del The Carlton Bar sono il servizio da first class, lo stile classico di miscelazione, la drink list, firmata da Ardito con la consulenza di “The King” Salvatore Calabrese. Divisa su tre decadi, dagli anni 60 alla “Milano da Bere”, propone cocktail dal rigore tecnico e dalla visione creativa a cui dedicare il giusto tempo, fondamentale in un luogo di questo fascino, per essere bevuti e apprezzati. Fra i più richiesti il Linea Rossa con mezcal, Campari, Aperol, cordiale e Crodino, il piccante Boutique con whisky Dalmore 12, rhum, Grand Marnier, Biancosarti, mandorla e curry al burro e l’analcolico Rimmel Track con Tanqueray 0, liquirizia e more, oltre agli imperdibili evergreen preparati come “Calabrese” comanda.
Rumore
Corso Venezia 10 (zona Centro)



Cosa manca a Rumore per essere uno dei locali più trendy di Milano? Nulla. Siamo in pieno centro, nella piazza quadrata del Portrait Hotel, sotto un suggestivo porticato. Gli interni sono eleganti, curati. La bottigliera, fra whisky, rhum e cognac di cui alcuni molto rari, è da mille e una notte. Ogni sera la musica dal vivo e il djset, a base di vinili, riempiono il locale di frequenze di un tempo in stile American Bar. Ma qui si viene, soprattutto, per i drink, firmati dal bar manager Sossio Del Prete. Stilisticamente perfetti, preparati con distillati di primissima scelta e con tecniche – come l’uso di un particolare omogeneizzatore – capaci di tirare fuori l’essenza da ogni ingrediente. Il servizio, inappuntabile, rispecchia la cura messa in ogni particolare. Dalla scelta e della temperatura dei bicchieri al ghiaccio, dalle olive alle mandorle salate, fino alla maestria in fase di miscelazione dei barman. E allora spazio ai Frost Martini Cocktail, serviti direttamente dalla bottiglia dove sono stati premiscelati, ai signature Franco - base Vodka, con cordiale di timo, Italicus, Supasawa Acid Mix – El Palanqueros con Mezcal, Tequila, Dry Vermouth, cordiale al pepe e jalapeño e ai grandi classici della mixology. Il panettone salato, proposto con una bresaola di manzo di Kobe, è una prelibatezza unica e introvabile per accompagnare, insieme ad altre golosità, i drink più buoni della città.
ByIT
via Fiori Chiari 32 (zona Brera)


Pieno zeppo di ristoranti turistici e negozi di modernariato resi famosi da programmi TV, il quartiere di Brera mantiene inalterato il suo fascino bohémien. ByIT qui è arrivato da meno di un anno ed è subito diventato un luogo cult per l’ape time. Sono i baffoni e il sorriso di Dario Schiavone ad accogliere i clienti. Seduti attorno al monumentale bancone centrale si assiste al rito pagano della miscelazione che regala estasi e piaceri insieme ai “bites” serviti con i cocktail: pizze dall’impasto extra slim, miniburger, crocchette e tartare. L’ultima drink list abbina ognuno dei dodici cocktail a uno dei segni zodiacali. Un oroscopo liquido per amanti di drink che diventano ritratti di ogni singolo segno, da confrontare con la propria idea di sé. Come nel caso del Leone, i cui tratti sono carismatico e solare, riprodotti nel bicchiere da un mix di mezcal, passion fruit, tè nero e hibiscus wine. E ancora il Sagittario che evoca le atmosfere esotiche e avventurose amate da chi è nato sotto questo segno, con un tiki a base rum Santa Teresa e con Planteray Cut &Dry, pompelmo e orzata. Fra i signature spopola il famoso Mustacchioni, quest’anno se ne celebra il decennale, a base di Tequila Casamigos Reposado e Campari, servito in coppetta e completato da un biscotto al cioccolato che replica la forma dei baffi di Dario, il suo ideatore.
Dry
via Solferino, 33 (zona Porta Nuova)



In principio fu Dry. Nessun locale prima di quello di via Solferino aveva saputo rappresentare a Milano due eccellenze italiane: gli aperitivi e la pizza. Ed è per questo che l’insegna è passata dall’essere una promessa anticonvenzionale e rivoluzionaria – nel 2013 anno dell’apertura - a una certezza inscalfibile e inossidabile della night life meneghina. Serate con guest internazionali, una linea di drink distinguibile firmata da Edris Al Malatm, le pizze di Lorenzo Sirabella, arredi total black, bella musica e bella gente. La tendenza è quella dello sguardo al passato, un ritorno alle radici della mixology da cui sono gemmate esperienze di successo come questa. Tra signature come il Caffè Coretto, base whisky e il Mezcal Sunrise e classici si devono assolutamente provare, tutte e sei, le declinazioni del Negroni fra cui un super Vintage con due vermouth ambrato e chinato e il dolce Almond con Aperitivo Cordusio, vermouth, gin e tè alla mandorla. Sono il baricentro del Grand Tour Italiano, progetto per celebrare l’italianità attraverso una ricerca meticolosa sulla semplicità. Un approfondimento tecnico su ciò che è iconico: pizza Margherita e Negroni. Nei lievitati il cuore della proposta è rappresentato dalla Crunchy Margherita, dalla pasta sottile e base croccante palcoscenico per pomodoro, mozzarella di bufala e parmigiano reggiano.
Ceresio7
Via Cerersio 7 (zona Monumentale)



Una terrazza con vista sullo skyline della metropoli. Le piscine illuminate nella notte da calde luci soffuse. Sound ricercato, fruscio di abiti di seta, profumo di muschio e sandalo. Non siete su un set di un film di Hollywood o su un grattacielo di Manhattan ma al Ceresio 7, il primo e vero rooftop bar di Milano. Un locale che, come la nota rivista di enigmistica, vanta numerosi tentativi di imitazione che, in pochissimi, hanno saputo avvicinare. Qui si viene certamente per la vista, per la genuina ospitalità e per trovare, seppure a pochi isolati dal centro, un’atmosfera di ricercato relax urbano. A fare gli onori di casa il bar manager Abi El Attaoui e il suo gruppo di barman che nel corso degli anni hanno saputo costruire uno stile personale e riconoscibile. La stagione migliore per salire fin qua su è l’estate ma grazie alla veranda, anche nei mesi più freddi, ci si scalda con i djset del sabato e le tante serate in cui i migliori bartender del mondo fanno visita al locale. La parola d’ordine dell’ultima drink è: identità. Si basa su cinque pilastri che raccontano passato, presente e futuro del locale: Origini, Masterpiece, Anima Collection, Visione ed Essenza. Tra i preferiti dagli aficionados l’Hinoki con gin e yuzu sake, il Dara, drink di sperimentazione con vodka, pesca, timo, americano Cocchi e Aperol e l’Italian Paloma, fra i primi cocktail di Abi, con tequila, mezcal, acqua di pomodoro, nettare di agave o, ovviamente, soda al pompelmo. Da gustare a complemento dei drink le preparazioni dello chef Elio Sironi e, novità, delle tapa più sfiziose e accessibili.
